Archive for novembre 2009

Il sol dell’Avvenire

1 novembre 2009

“La Voce delle Voci”
n. 11, novembre 2009

Luca Kocci

Allo Stato italiano la pubblicazione di Libero costa circa otto milioni di euro. A tanto ammontano infatti i finanziamenti pubblici diretti intascati lo scorso anno dal quotidiano fondato da Vittorio Feltri, ora diretto da Maurizio Belpietro e di proprietà della famiglia Angelucci, editori anche del Riformista, immobiliaristi e imprenditori delle cliniche private, soprattutto nel Lazio: il capofamiglia, Antonio Angelucci, è deputato del Popolo della Libertà; il “rampollo” invece, Giampaolo, che guida l’azienda di famiglia, la Tosinvest, è stato rinviato a giudizio a metà ottobre dalla procura di Bari per corruzione nell’inchiesta che vede coinvolto anche il  ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto. 7 milioni e 794mila euro che nel 2008 sono passati direttamente dalle casse dello Stato alle tasche dell’editore, grazie ad un’abile, e furba, manovra societaria. Quando nasce, nel 2000, Libero è infatti organo del “Movimento monarchico italiano”, per sfruttare la possibilità di accedere al finanziamento statale in quanto giornale di un movimento politico appoggiato da almeno due parlamentari. Poi la legge viene modificata, e la struttura societaria che detiene la maggioranza del capitale – in cui frattanto sono entrati gli Angelucci – diventa una cooperativa, la “Cooperativa editoriale Libero s.r.l.”. Un’operazione che consente di salvare il contributo pubblico, dal momento che, in base alla nuova legge, ne hanno diritto i giornali di partito con un gruppo parlamentare ma anche quelli editi da cooperative, fondazioni ed enti morali, in misura proporzionale alle copie stampate, anche se non vendute.

 

La storia della legge

La legislazione per sostenere l’editoria ha una storia lunga, che risale al fascismo. Nel 1935, infatti, nasce l’Ente nazionale per la cellulosa e la carta (Encc), che fino alla metà degli anni ‘90 sovvenziona le imprese editoriali per l’acquisto della carta.

Poi nel 1981 vede la luce la prima legge (la n. 416) che prevede un sostegno economico organico alla stampa, sotto forma di contributi sia diretti sia indiretti. Legge nata soprattutto per sostenere la piccola e media stampa indipendente che però, nel corso degli anni, introduce elementi assai discutibili, come appunto l’erogazione di contributi diretti ai giornali “organi di movimenti politici” sostenuti anche da due soli parlamentari. Norma poi cancellata, ma subito ‘sanata’: è infatti sufficiente che l’editore dei giornali già “organo di movimenti politici” sia una cooperativa, una fondazione o un ente morale  per continuare a ricevere contributi diretti da parte dello Stato. Appunto l’iter  seguito Libero.

 

La stampa cattolica

Il gruppo che incassa la maggior quota di contributi pubblici diretti – che in totale ammontano a circa 175 milioni di euro annui, secondo gli ultimi dati resi noti dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria presso la Presidenza del Consiglio – è quello dei giornali e delle riviste cattoliche di proprietà della Conferenza episcopale italiana, delle diocesi e degli istituti religiosi, che nel 2008 hanno ottenuto oltre 15 milioni di euro.

Quasi metà dell’intera somma viene incamerata da Avvenire (formalmente edito dalla fondazione “Santi Francesco e Caterina”), che ha avuto un mega-contributo di 6 milioni e 174mila euro. Anche un altro quotidiano cattolico, meno noto, Il Cittadino (controllato dalla diocesi di Lodi), ha goduto di un finanziamento milionario: 2 milioni e 530mila euro.

I settimanali diocesani (cioè i periodici ufficiali delle diocesi italiane, al momento 168, con l’obiettivo da parte della Cei di arrivare presto a quota 225, uno per ogni diocesi) incassano complessivamente poco più di 4 milioni di euro. Fra quelli che superano i centomila euro di contributi pubblici, al primo posto c’è L’Eco del Chisone (diocesi di Pinerolo) con 294mila euro. A seguire L’amico del Popolo (diocesi di Belluno) che ha incassato 207mila euro, Toscana Oggi (diocesi di Firenze) con 150mila euro, Corriere di Saluzzo e La Vita del Popolo (diocesi di Treviso) con 147mila euro a testa, Verona Fedele con 133mila, L’Azione (diocesi di Vittorio Veneto) con 123mila euro e Vita Trentina (diocesi di Trento) con 117mila euro.

Gli altri periodici editi da congregazione religiose, santuari, associazioni, movimenti e gruppi ecclesiali si dividono quasi 3 milioni di euro. Il gruppo leader è quello dei religiosi paolini che ottiene quasi 700mila euro: 312mila per il settimanale Famiglia Cristiana, 306mila per Il Giornalino, 72mila per il mensile Jesus, 9mila per Letture e quasi 8mila per Famiglia Oggi. Comunione e Liberazione incassa 572 mila euro, 506mila per il mensile Trenta Giorni, diretto da Giulio Andreotti, e 66mila per Tracce. Poi c’è il movimento dei Focolari che per il quindicinale Città Nuova riceve 138mila euro e di seguito tre periodici di altrettanti santuari, che incassano 66mila euro ciascuno: L’Eco di San Gabriele (del santuario di San Gabriele, ai piedi del Gran Sasso), Il Messaggero di Sant’Antonio (del santuario di Sant’Antonio a Padova) e San Francesco Patrono d’Italia (della basilica di San Francesco e del Sacro convento ad Assisi). La Civiltà Cattolica, il quindicinale dei gesuiti le cui bozze vengono corrette in Segreteria di Stato vaticana, ottiene contributi per 64mila euro, le Acli 60mila per il mensile Azione Sociale 60mila e i comboniani 50mila per Nigrizia. Finanziato dallo Stato anche il settimanale dei valdesi Riforma, con 55mila euro.

 

La stampa laica

Fra la stampa “laica”, dopo Libero si piazza L’Unità, con 6 milioni e 377mila euro; al quarto posto (al terzo, come detto, c’è Avvenire) c’è il quotidiano economico Italia Oggi che ha incassato 5 milioni e 263mila euro, seguito dal manifesto – questo sì edito da una cooperativa vera fin dalla sua nascita – che ha percepito 4 milioni e 352mila euro.

Ci sono poi una serie di giornali di partito e di sindacato: La Padania con poco più di 4 milioni di euro, Liberazione con quasi 4 milioni, Europa con 3 milioni e 600mila euro, il quotidiano della Cisl Conquiste del Lavoro con 3 milioni e 346mila euro, Il Secolo d’Italia con quasi 3 milioni di euro e una serie di giornali politici che incassano tutti 2 milioni e 530mila euro ciascuno: il socialista (sic!) L’Avanti!, il neofascista Linea, Rinascita, La Discussione, Il nuovo riformista e Notizie Verdi

In mezzo a questi si trova Il Foglio di Giuliano Ferrara (3 milioni e 745mila euro) – inizialmente nato come organo della sedicente “Convenzione per la Giustizia”, fondata dall’allora senatore di Forza Italia Marcello Pera e dal deputato dei Verdi Marco Boato – e il quasi sconosciuto Cronacaqui.it, quotidiano diffuso a Milano e a Torino che nel 2008 ha incassato 3 milioni e 372mila euro.

 

I contributi indiretti

Ma il grosso del sostegno pubblico alla stampa arriva dai contributi indiretti: circa 400 milioni di euro sotto forma di credito d’imposta sulle spese sostenute per l’acquisto della carta e di compensazioni versate a Poste italiane per la riduzione delle tariffe postali che finiscono per lo più nelle casse dei grandi gruppi editoriali. Il Corriere della Sera (gruppo Rizzoli-Rcs) ha ricevuto dallo Stato oltre 23 milioni e 500mila euro, collocandosi saldamente al primo posto della delle aziende editoriali ‘assistite’; al secondo posto Il Sole 24 ore, quotidiano della Confindustria, che ha usufruito di provvidenze statali per oltre 19 milioni di euro; al terzo posto la Repubblica, con poco più di 16 milioni di euro di contributi pubblici. E subito dopo di nuovo Avvenire, con oltre 10 milioni di euro (che sommati agli oltre 6 del finanziamento diretto, fanno raggiungere al quotidiano dei vescovi circa 17 milioni di euro di finanziamento pubblico). Una cifra molto alta dal momento che Avvenire vende poco in edicola ma molto di più in abbonamento, grazie soprattutto agli abbonamenti sottoscritti da parrocchie e diocesi che consentono di ‘riciclare i soldi dell’otto per mille’ formalmente non utilizzati per sostenere la stampa cattolica. Il meccanismo è una sorta di ‘triangolazione’: la Cei assegna alle diocesi i fondi dell’otto per mille, le diocesi sottoscrivono un certo numero di abbonamenti ad Avvenire e così parte di quei soldi finiscono nelle casse del quotidiano dei vescovi.

 

CONTRIBUTI DIRETTI EROGATI NEL 2008

 

1)      Libero                                     7 milioni e 794mila euro

2)      L’Unità                       6 milioni e 377mila euro

3)      Avvenire                     6 milioni e 174mila euro

4)      Italia Oggi                  5 milioni e 263mila euro

5)      Il manifesto                4 milioni e 352mila euro

6)      La Padania                  4 milioni e 28mila euro

7)      Liberazione                 3 milioni e 947mila euro

8)      Il Foglio                      3 milioni e 745mila euro

9)      Europa                       3 milioni e 599mila euro

10)  Cronacaqui.it                          3 milioni e 372mila euro

11)  Conquiste del Lavoro             3 milioni e 346mila euro

12)  Il Secolo d’Italia         2 milioni e 959mila euro

13)  L’Avanti!                    2 milioni e 530mila euro

14)  Il Cittadino                 2 milioni e 530mila euro

15)  Corriere di Forlì          2 milioni e 530mila euro

16)  Il Corriere Mercantile 2 milioni e 530mila euro

17)  Linea                          2 milioni e 530mila euro

18)  Provincia Quotidiano             2 milioni e 530mila euro

19)  Rinascita                     2 milioni e 530mila euro

20)  Sportsman – Cavalli e corse   2 milioni e 530mila euro

21)  La Discussione           2 milioni e 530mila euro

22)  Giornale Nuovo della Toscana          2 milioni e 530mila euro

23)  Voce di Romagna       2 milioni e 530mila euro

24)  Il nuovo riformista      2 milioni e 530mila euro

25)  Roma                          2 milioni e 530mila euro

26)  Notizie Verdi              2 milioni e 510mila euro

CONTRIBUTI DIRETTI EROGATI NEL 2008 – Giornali cattolici

1)      Avvenire                     6 milioni e 174mila euro.

2)      Il Cittadino                 2 milioni e 530mila euro.

3)      Trenta Giorni             506mila euro

4)      Famiglia Cristiana       312mila euro

5)      Il Giornalino               306mila euro

6)      L’Eco del Chisone      294mila euro

7)      L’amico del Popolo    207mila euro

8)      Toscana Oggi                         150mila euro

9)      Corriere di Saluzzo     147mila euro

10)  La Vita del Popolo     147mila euro

Fonte: elaborazione da dati del Dipartimento per l’informazione e l’editoria – Presidenza del Consiglio

Annunci