Preti e suore in arancione. I cattolici che fanno il tifo per Rivoluzione civile

“il manifesto”
15 gennaio 2013

Luca Kocci

Negli ultimi giorni hanno fatto un mezzo passo indietro tattico, ma Vaticano e Cei tifano Monti. Qualche vescovo invece, di nascosto, sogna ancora Berlusconi. E Bersani, per non essere scavalcato al centro, ha annunciato urbi et orbi la candidatura di cattolici doc graditi alle gerarchie, come l’organizzatore delle Settimane sociali Edo Patriarca e il direttore dell’Istituto Toniolo (l’Università Cattolica) Ernesto Preziosi.

Ma c’è anche una parte del mondo cattolico, lontana dai palazzi del potere e impegnata nel sociale, che si schiera con Rivoluzione Civile di Ingroia. L’annuncio arriva dalla Campania, dove alcuni preti e religiose di base hanno sottoscritto un appello per Ingroia e in particolare per la candidatura alla camera dello storico casertano Sergio Tanzarella, docente alla Facoltà teologica dell’Italia meridionale (retta dai gesuiti), autore di diverse monografie sulla storia del cattolicesimo, su don Milani, sulla pace e l’antimilitarismo, già deputato con i Progressisti fra il ’94 e il ‘96. Fra gli altri hanno firmato l’appello, diffuso dall’agenzia Adista, il parroco di Mercogliano (Av) don Vitaliano Della Sala, vicino ai movimenti no global; il prete anticamorra don Aniello Manganiello; il gesuita padre Fabrizio Valletti, direttore del Centro Hurtado di Scampia; suor Rita Giaretta, da 15 anni impegnata a Caserta per la liberazione delle donne costrette a prostituirsi dalle organizzazioni criminali e lo scorso anno protagonista di un duro attacco contro Berlusconi e i suoi comportamenti che «offendono e umiliano la donna». Una scelta, spiegano, per «riaccendere le speranze in molti cittadini delusi e sfiduciati» e per «rappresentare le esigenze di un Meridione abbandonato al clientelismo, alla camorra e alla rassegnazione».

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