“Adamo ed Eva dove siete?”. A Brescia un corso per guarire gli omosessuali

“Adista”
n. 32, 21 settembre 2013

Luca Kocci

Non è una malattia incurabile l’omosessualità. Dall’omosessualità si può guarire grazie ad un percorso di supporto psicologico e preghiera che consente di ritrovare il proprio «vero io» fatto «ad immagine di Dio». A questo servono i seminari di «guarigione interiore» promossi dal Gruppo Lot-Regina della pace, nato sulla scia della esperienza di Medjugorje, il luogo delle controverse apparizioni mariane che la Chiesa cattolica non ha ancora riconosciuto ufficialmente e probabilmente mai riconoscerà.

L’ultimo di questi seminari – il titolo è una domanda: “Adamo, Eva, dove siete?” – si è svolto nell’estate appena trascorsa, dal 12 al 18 agosto, ad Angolo Terme (Bs), piccolo comune della Val Camonica a pochi chilometri dal più noto Boario Terme, nella casa di spiritualità Sant’Obizio (di proprietà della Congregazione Sacra Famiglia di Nazareth di San Giovanni Piamarta, aderente alla Federazione italiana esercizi spirituali), che da anni ospita le attività del Gruppo Lot. «Un seminario rivolto a tutti gli uomini e le donne che vogliono intraprendere un cammino di guarigione interiore della propria sfera emotiva, relazionale e sessuale», spiegano gli organizzatori. Ovvero vogliono guarire dall’omosessualità, come del resto risulta chiaro dal nome stesso che il gruppo si è dato. «Come Lot, che abbandonò la città di Sodoma, abbiamo deciso di uscire dalla città dell’ambiguo inferno contemporaneo in cui viviamo», aggiungono. «La nostra associazione difende l’identità di genere come insegnano il Magistero e il Catechismo della Chiesa cattolica e come ricorda la Scrittura: “Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò”. Fondamenta purtroppo oggi molto sradicate nel mondo contemporaneo. Noi ed altri cattolici (religiosi, sacerdoti e laici) impegnati in diversi ambienti e realtà ecclesiali abbiamo fatto nostra questa preoccupazione del Magistero, considerando quanto sia diffusa la mentalità relativistica nel modo comune di pensare e di vivere la propria personalità. Ed è per questo che abbiamo deciso di proporre questo corso, attraverso il quale, grazie alla testimonianza, all’insegnamento dei fondamenti antropologici ed alla condivisione delle esperienze, si può cominciare a sperimentare la potenza sanante del Signore».

Temi e programmi dei «seminari di guarigione» – ma ci sono anche incontri giornalieri spalmati lungo tutto l’anno – vanno dritti all’obiettivo: «Le ferite del padre e della madre»; «I meccanismi della confusione sessuale»; «Libertà dalle dipendenze sessuali»; «Amicizie sane con persone delle stesso sesso»; «Maschio e femmina li creò: ristabilire la vera immagine che Dio ci ha donato»; «Ripristinare la vera mascolinità»; «Ripristinare la vera femminilità». «L’adorazione eucaristica e la santa messa quotidiana sono il fondamento del seminario», precisa il pieghevole di presentazione della settimana residenziale di agosto.

Base “scientifica” dei percorsi di guarigione sono le «teorie riparative» dello psicologo clinico statunitense Joseph Nicolosi, cattolico integralista e autore di testi – fra quelli pubblicati anche in Italia – come Omosessualità maschile: un nuovo approccio e Omosessualità. Una guida per i genitori (Sugarco, 2002), Oltre l’omosessualità. Ascolto terapeutico e trasformazione (San Paolo, 2007) e Identità di genere. Manuale di orientamento (Sugarco, 2010). La tesi di Nicolosi – peraltro bocciata dalle principali associazioni di psicologi e psicanalisti Usa perché ritenuta priva di fondamento scientifico – è che l’omosessualità non esiste in natura; talvolta però in alcune persone può emergere un orientamento omosessuale causato dal fatto che, durante l’età evolutiva, la naturale sessualità – che è solo eterosessualità – è stata deviata o soffocata da dinamiche psicologiche di vario tipo, generate per lo più in ambito familiare. Dall’omosessualità, quindi, asseriscono Nicolosi e i suoi seguaci – riuniti nella Narth, National association for research & therapy of homosexuality – si guarisce.

Leader del Gruppo Lot – che fa parte della galassia del Rinnovamento carismatico – è invece Luca Di Tolve (insieme a sua moglie Teresa), omosessuale “guarito” sulla via di Medjugorje, che ha raccontato la sua esperienza nel libro Ero gay. A Medjugorje ho ritrovato me stesso (Piemme, 2011), introdotto da mons. Giovanni D’Ercole, vescovo ausiliare di L’Aquila. Sono diventato gay perché i miei genitori si separarono quando ero piccolo e io «rimasi da solo con mia madre, in un ambiente tutto femminile», spiega Di Tolve in una vecchia intervista a Tempi, il settimanale diretto da Luigi Amicone, molto vicino a Comunione e liberazione, che ad agosto scorso, al Meeting di Rimini di Cl, raccoglieva firme contro la legge contro l’omofobia. «Così mi innamorai del mio compagno di banco», e al consultorio fu detto ai miei genitori «che ero gay, di non preoccuparsi, anzi di lasciarmi esprimere secondo la mia tendenza. Ecco il primo passo: se invece fossero stati aiutati a comprendere che il mio disagio nasceva dalla mancanza di una figura maschile di riferimento oggi, forse, saremmo qui a raccontare un’altra storia». Di Tolve inizia a vivere la sua omosessualità all’insegna del «nomadismo sentimentale» (fra gli omosessuali, dice, «non esistono relazioni stabili e vere», «mi fanno sorridere le rivendicazioni di coloro che chiedono il matrimonio omosessuale: non può esistere stabilità e fedeltà nel mondo gay perché quel che cerchi non può resistere a lungo»), fino all’incontro con Medjugorje, passando per il buddismo, per la scoperta di essere sieropositivo e le «teorie riparative» di Nicolosi. “Guarisce”, si sposa con Teresa – conosciuta durante un pellegrinaggio a Medjugorje –, il cantautore Povia canta la sua storia in una canzone presentata al Festival di Sanremo del 2009 («Luca era gay») e fonda il Gruppo Lot: «Aiutiamo gli omosessuali a rifiorire», spiega Di Tolve. «Non siamo psicologi, non è il nostro lavoro. Per quel che è stata la mia esperienza posso dire solo che il lavoro psicologico e questi gruppi di preghiera hanno avuto per me pari importanza».

La Diocesi di Brescia guidata da mons. Luciano Monari acconsente. Ufficialmente non partecipa all’organizzazione dei «seminari di guarigione», ma collabora attivamente con il Gruppo Lot. L’ultima iniziativa è dello scorso 13 Aprile 2013, presso il Centro Pastorale Paolo VI: un convegno sul tema “Dalla differenza alla in-differenza sessuale. Gli equivoci del Gender” – relatrice principale era Dale O’Laeary, giornalista e saggista statunitense in grande sintonia con le teorie di Nicolosi, autrice di Maschi o femmine? La guerra del genere (Rubbettino) – organizzato dagli uffici per la famiglia e per la salute della Diocesi, insieme al Gruppo Lot e ad altre associazioni.

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