Frosinone: la laicità perduta. In orario di lezione, studenti in “gita” dal papa

“Adista”
n. 39, 9 novembre 2013

Luca Kocci

Niente scuola, si va dal papa. Anche se la legge non lo consente e se la scelta di far partecipare le classi a un evento religioso è un grave vulnus alla laicità della scuola.

È accaduto lo scorso 23 ottobre quando, alla consueta udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro, c’erano oltre 7mila fedeli provenienti dalla diocesi di Frosinone. E fra loro, come conferma lo stesso vescovo, mons. Ambrogio Spreafico, che ha lanciato l’iniziativa, tante scuole. Non solo quelle cattoliche – come l’istituto delle suore agostiniane di Frosinone, quello delle francescane di Ferentino, l’istituto San Bernardo di Casamari e la Santa Giovanna Antida di Ceccano –, ma anche quelle statali: gli istituti comprensivi di Frosinone, Ceprano, Ferentino, Ripi-Torrice, Boville Ernica, Castro dei Volsci, Veroli e Pofi; i licei di Frosinone, Veroli, Ceccano, quello socio-psico-pedagogico di Frosinone e l’istituto “Angeloni” di Frosinone. Tutti gli istituti hanno scelto una nutrita rappresentanza di studenti e docenti che, invece della regolare attività didattica, si è ritrovata a piazza San Pietro con papa Francesco, fin dalle 9 del mattino.

La normativa vigente – rappresentata dal Nuovo Concordato del 1984 e dalle Intese tra lo Stato italiano e varie confessioni religiose – prevede che ciascuno sia libero di manifestare il proprio credo, ma esclude che nella scuola statale, luogo del pluralismo e dell’integrazione, durante l’orario delle attività didattiche possano svolgersi iniziative di carattere religioso. E lo hanno ribadito alcune sentenze dei Tar che hanno dichiarato l’illegittimità delle delibere di Consigli di circolo e di istituto che disponevano lo svolgimento di attività di culto e di natura religiosa in orario scolastico, come per esempio la sentenza del Tar dell’Emilia Romagna n. 250 del 1993: «Le competenze  dei Consigli di circolo e di istituto non riguardano la celebrazione di riti religiosi o il compimento di atti di culto o comunque di pratiche religiose (…). Il fatto più notevole e più antigiuridico è che le pratiche religiose e gli atti di culto, a torto ritenuti “attività extrascolastiche”, abbiano luogo in orario scolastico (…) e vengano perciò previsti in luogo e sostituzione delle normali ore di lezione».

Pertanto, alla luce di questa sentenza, valida su tutto il territorio nazionale, sono da ritenersi illegittime anche le delibere degli Organi Collegiali delle scuole del frusinate che hanno deciso la «partecipazione di una rappresentanza di alunni all’udienza papale del 23 ottobre 2013» (come stabilisce – ne valga una per tutte – la delibera n. 8/3 del 27 settembre 2013 del Consiglio di istituto del 4° Istituto comprensivo di Frosinone, che ha speso anche 668,90 euro per il noleggio del pullman, pagato dai partecipanti all’udienza).

«L’illegittimità delle delibere degli Organi collegiali sta nell’aver consentito l’inserimento al posto delle normali ore di lezione di un’attività del tutto estranea alla scuola e alle sue finalità istituzionali», dice ad Adista Antonia Sani, coordinatrice nazionale dell’associazione Per la scuola della Repubblica. «A meno che non si voglia sottrarre a un’udienza papale il carattere religioso che le è proprio per trasformarla in un’escursione in un luogo di successo. Credo che papa Francesco sarebbe il primo a non condividere».

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