Caserta: chiamate i vip, allontanate i fedeli. Cattedrale blindata per l’arrivo del nuovo vescovo

“Adista”
n. 20, 31 maggio 2014

Luca Kocci

Il vento di papa Francesco non arriva nella curia di Caserta. In occasione dell’ingresso in diocesi del nuovo vescovo, mons. Giovanni D’Alise – nominato da Bergoglio dopo la prematura scomparsa di mons. Petro Farina, morto il 24 settembre 2013 –, nel pomeriggio dello scorso 18 maggio, il protocollo predisposto dal cerimoniere della diocesi, don Claudio Nutrito, ha sconcertato centinaia di fedeli e non pochi preti.

La cattedrale per la prima messa del vescovo è stata sigillata, cancelli e porte sbarrate. Aperto solo un ingresso laterale, presidiato da nerboruti buttafuori e da ausiliari dei carabinieri. Alla cattedrale si accedeva solo con biglietto d’invito riservato. Niente da fare per i semplici fedeli – molti dei quali arrivati anche dai paesi della provincia –, tutti costretti ad assistere alla messa-spettacolo attraverso due schermi collocati all’esterno della chiesa.

Inutili le proteste e la rinuncia di alcuni preti a concelebrare. All’interno, oltre ai vescovi della Campania, all’arcivescovo di Palermo, card. Paolo Romeo, ai presbiteri, ai diaconi e ad una striminzita rappresentanza di suore inquadrate in un piccolo settore, vi erano esclusivamente prefetto, questore, moltissimi militari di ogni arma e grado, politici di ogni genere (parlamentari, consiglieri regionali e provinciali, sindaci con fascia tricolore e assessori), insieme ad un folto gruppo di industriali, costruttori, primari ospedalieri. Insomma tutta la Caserta che “conta” ha ricevuto il biglietto di invito per quello che è stato già definito l’evento mondano dell’anno. Escluse perfino numerose associazioni cattoliche e parrocchiali.

Così come ha creato sconcerto l’acquisto di una mitra da donare al nuovo vescovo da parte delle parrocchie della diocesi, obbligate così a tassarsi di euro 100 l’una per effettuare il dono. Un regalo del tutto inutile dal momento che il vescovo – che presumibilmente era all’oscuro di entrambe le iniziative – non è di prima nomina ma viene dalla diocesi di Ariano-Lacedonia dove evidentemente una mitra già l’aveva. La mitra, adorna di pietre preziose, è stata comprata per il modico prezzo di euro 4.500 più Iva.

Del resto don Claudio Nutrito non è nuovo a scelte “eccentriche”. Appena lo scorso anno, insieme al parroco della cattedrale di Caserta, don Vincenzo Caprio, sedeva, plaudente e in prima fila all’avvio della campagna elettorale del Pdl per le elezioni politiche con la presenza dei vertici nazionali del partito. E prima ancora, in occasione delle elezioni comunali del 2011, si era pubblicamente speso per la ricandidatura a sindaco di Luigi Falco – già primo cittadino del capoluogo campano dal 1997 al 2005 – allora sostenuta da Api e Fli (v. Adista Notizie n. 37/11)

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