Il papa: «Basta guerre, serve la pace»

“il manifesto”
13 gennaio 2015

Luca Kocci

Le stragi e gli attentati di Parigi della scorsa settimana sono frutto di «forme fuorviate di religione» e di un fondamentalismo che agisce contro gli esseri umani e «rifiuta Dio stesso, relegandolo a un mero pretesto ideologico». Lo ha detto ieri mattina papa Francesco agli ambasciatori presso la Santa Sede, ricevuti in Vaticano per la consueta udienza di inzio anno.

Sono appuntamenti importanti quelli con i diplomatici, perché i pontefici parlano direttamente agli Stati, indicando l’agenda dei temi che Oltretevere si ritengono più importanti. In passato grande attenzione era dedicata soprattutto ai “principi non negoziabili” e alle questioni etiche – anche quest’anno Bergoglio dedica un breve passaggio per criticare le «legislazioni che privilegiano diverse forme di convivenza piuttosto che sostenere adeguatamente la famiglia» –, ieri il cuore del discorso non poteva che essere il «terrorismo di matrice fondamentalista» e l’umanità «continuamente lacerata da tensioni e conflitti di ogni sorta»: Ucraina, Medio Oriente (fra Palestina e Israele «la soluzione di due Stati diventi effettiva»), Siria, Iraq, Nigeria e molti Paesi africani.

«Auspico che i leader religiosi, politici e intellettuali specialmente musulmani condannino qualsiasi interpretazione fondamentalista ed estremista della religione», dice Bergoglio, che si rivolge anche agli Stati, senza invocare nuove “guerre al terrore”, ma chiedendo «iniziative concrete per la pace» e ribadendo una posizione già espressa: da parte dei governi «occorre una risposta unanime che, nel quadro del diritto internazionale, fermi il dilagare delle violenze, ristabilisca la concordia e risani le profonde ferite che il succedersi dei conflitti ha provocato».

Da questa mattina Francesco sarà in Estremo Oriente per un viaggio apostolico (fino a lunedì) in Sri Lanka e Filippine.

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