Ma c’era proprio bisogno di un appello in favore del papa? La Chiesa di base si interroga

“Adista”
n. 4, 31 gennaio 2015

Luca Kocci

Stanno decisamente con papa Francesco, sostengono e appoggiano i suoi gesti e i segnali di rinnovamento ecclesiale e pastorale del suo pontificato, ma non sottoscrivono l’appello in sua difesa (“Fermiamo gli attacchi a papa Francesco”) – lanciato da don Paolo Farinella e firmato dalle Comunità Cristiane di Base, da Noi Siamo Chiesa e da circa 13mila preti, religiosi e cattolici di base dopo l’articolo critico di Vittorio Messori pubblicato sul Corriere della Sera alla vigilia di Natale (v. Adista Notizie nn. 1 e 2/15) – perché ritengono che non vi sia bisogno «di organizzare una difesa di papa Francesco, quasi egli fosse assediato da una rete di conservatori che attentano quotidianamente al suo disegno riformatore», ma di «dialogo».

Ad esprimere questa posizione è la Rete dei Viandanti, network di associazioni e gruppi di base di ispirazione conciliare, promotrice, negli ultimi anni, di una serie di iniziative ecclesiali di rilievo, fra cui l’elaborazione di una “Lettera alla Chiesa che è in Italia” (v. Adista Notizie n. 11/13) e di un convegno – alla vigilia dell’assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi sulla famiglia – su “Separati, divorziati, risposati. Fallibilità dell’amore umano nello sguardo di Dio” (v. Adista Segni Nuovi nn. 31 e 33/14). «Ci siamo interrogati se e come si dovesse dire una parola a proposito dell’articolo di Vittorio Messori e alla fine abbiamo deciso positivamente», spiega Franco Ferrari, fra i principali animatori dei Viandanti. «Intervenire su queste prese di posizione non è mai facile perché si rischia di venire iscritti alle categorie dei favorevoli o dei contrari a qualcuno, in questo caso addirittura al vescovo di Roma, rischiando di abbassare Francesco a pomo della discordia e argomento di contesa». Ma abbiamo scelto comunque di dire la nostra, prosegue, per manifestare «l’espressione della diversità di sensibilità presenti nella grande comunità ecclesiale».

Il documento, sottoscritto da molte delle associazioni aderenti alla Rete dei Viandanti (Chiccodisenape, Chiesa oggi, Città di Dio, Comunità di sant’Angelo, Comunità del Cenacolo, Fine settimana, Gruppo per il pluralismo e il dialogo, il filo, Laboratorio di sinodalità laicale, Lettera alla Chiesa fiorentina, Oggi la parola, più le riviste Esodo, il Gallo, l’altrapagina, Nota-m e Tempi di Fraternità), plaude al pontificato di Francesco ed evidenzia le opposizioni che si sono attivate da parte dei settori conservatori del mondo ecclesiale: «Fin dai suoi primi gesti e dalle sue scelte dirompenti, nonostante l’apparente semplicità, si era capito che papa Francesco avrebbe suscitato dubbi, critiche, anche avversione. E ciò che nei mesi iniziali del suo pontificato era un sotterraneo bisbiglio di contrarietà a questo stile, con il tempo ha assunto le forme di un esplicito dissenso, talora con modi felpati, in altri casi con toni grevi». In particolare, sottolineano i Viandanti, «papa Francesco ha avviato un processo di rinnovamento, che riguarda certamente il ruolo del papato e della Curia romana, ma che si muove più in profondità, richiamando tutta la Chiesa a rigenerarsi, anche attraverso cambiamenti di modelli di pensiero e di stili di presenza ampiamente sedimentati negli ambienti ecclesiastici. Molti tra coloro che si riconoscevano in una Chiesa preoccupata di mantenere antiche primazie oggi esprimono disagio o contrarietà di fronte ai cambiamenti. Nello stesso momento, coloro che, in questi anni, hanno sostenuto l’esigenza di parlare con franchezza nella Chiesa, e che per questo sono stati spesso redarguiti aspramente (come appunto l’area della Chiesa di base che più di tutte si è spesa per l’appello in difesa di papa Francesco, ndr), ora guardano con favore l’aprirsi di un dibattito ecclesiale, che sperano non sia fine a se stesso e non assuma il carattere di un inutile scontro tra fazioni, che contraddirebbe anche l’impegno del papa per mantenere e rafforzare l’unità della Chiesa».

«Proprio perché il dialogo è essenziale alla vita della Chiesa – ecco il distinguo da parte dei Viandanti – non vi è bisogno di organizzare una difesa di papa Francesco, quasi egli fosse assediato da una rete di conservatori che attentano quotidianamente al suo disegno riformatore. Papa Francesco è nel cuore di moltissimi uomini e donne, cristiani e non, i quali vedono nei suoi gesti e nelle sue parole i segni di un Vangelo annunciato con semplicità e rigore. E che sentono, oltre ogni appartenenza, una reale vicinanza umana e spirituale. Egli non è solo, ma ha bisogno di fedeli che non tanto lo applaudano, quanto realizzino quella capacità di “vivere nel mondo senza essere del mondo” che è radicata nella tradizione cristiana e che papa Francesco continuamente indica a tutta la Chiesa». Pertanto, conclude il documento, «camminare insieme a papa Francesco, agli altri vescovi e all’intera comunità cristiana significa riconoscersi parte di una tradizione che ha origine nella comunità degli apostoli e che arriva al Concilio Vaticano II, una tradizione dove coesistono continuità e mutamenti, eredità e novità. Dimenticare questa capacità di rinnovamento (come spesso è accaduto negli ultimi decenni con mirati attacchi alla stagione conciliare, ignorata, indebolita, talvolta anche tradita) significa dimenticare l’essenziale della tradizione cristiana».

Sulla stessa lunghezza d’onda è la Comunità di San Francesco Saverio all’Albergheria (Palermo), animata da don Cosimo Scordato, anch’essa da sempre in prima linea per la realizzazione di una Chiesa conciliare, sinodale, povera e dei poveri (v. Adista Segni Nuovi n. 9/11). «A proposito della richiesta di solidarietà nei confronti del vescovo di Roma avanzata recentemente dal movimento Noi siamo Chiesa, la Comunità di San Francesco Saverio ha la gioia di esprimere la propria sintonia con gli orientamenti e le azioni recentemente promosse dal papa», si dice in una nota della Comunità palermitana. «In questo ci sentiamo incoraggiati a procedere ulteriormente su un cammino già da tempo da noi intrapreso e che richiede ulteriori atti di coraggioso cambiamento». Insomma grande apprezzamento e pieno sostegno alla linea di papa Francesco, che però non ha di certo bisogno della nostra «solidarietà».

Anche nel vasto e variegato mondo della Chiesa di base che guarda con attenzione al pontificato di papa Francesco, le posizioni sono dunque articolate.

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