Agesci: dalla Marcia per la pace alla collaborazione con le Forze armate. Le perplessità della base

“Adista”
n. 9, 7 marzo 2015

Luca Kocci

Dalla marcia per la pace Perugia-Assisi ai progetti in collaborazione con la Marina militare italiana. Protagonista dell’ardito cambio di direzione è la presidenza nazionale dell’Agesci, che la scorsa estate ha abbandonato la Tavola della pace (in polemica con la gestione di Flavio Lotti, ritenuta troppo personalistica, v. Adista Notizie n. 29/14) e disdetto la partecipazione alla Perugia-Assisi – dove gli scout sono stati sempre in prima fila, fin dalla prima marcia, quella del 1961 promossa da Aldo Capitini –, ed ora sigla un protocollo di collaborazione con la Marina militare italiana per «sviluppare e condividere progetti e iniziative formative ed educative dirette alle giovani generazioni», in particolare, recita il comunicato del Ministero della Difesa, per «promuovere l’ambiente marino quale ambiente educativo basato su principi etici di solidarietà e di passione per il mare».

A firmare il protocollo sono stati, lo scorso 20 febbraio, i presidenti del Comitato nazionale Agesci, Maria Laforgia e Matteo Spanò, e il capo di Stato maggiore della Marina militare, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi. «Lo scautismo in ambiente acqua è una delle molte forme di attività che i ragazzi possono sperimentare lungo il loro cammino scout», riferisce la nota dell’Agesci, spiegando che «questa esperienza può trasmettere alle giovani e ai giovani, oltre alla conoscenza del mare, le relative abilità, il coraggio, il rispetto dell’ambiente, delle regole e la collaborazione con gli altri». Le attività sono tutte ancora da programmare e realizzare, ma sono previste l’elaborazione e la realizzazione di attività e progetti di cooperazione, visite guidate alle unità navali e alle strutture logistiche della Marina militare, l’organizzazione di conferenze, di dibattiti e di eventi culturali attinenti al mare, di manifestazioni a carattere sportivo e di temporanei imbarchi o di uscite in mare, infine l’organizzazione di corsi relativi a carteggio, primo soccorso, cultura e arte marinaresca, meteorologia, astronomia, nautica, canottaggio e vela.

Sarà contenta Roberta Pinotti, ministra della Difesa ed ex scout («si segnala la lunga militanza nelle file dell’Agesci», riporta la biografia presente nel suo sito internet personale), come il premier Matteo Renzi, grande mattatore alla Route Agesci della scorsa estate (v. Adista Notizie n. 30/14), nonché amico di vecchia data con Spanò, uno dei due presidenti Agesci. Per la Marina militare sarà infatti un’occasione propizia per poter presentare e far sperimentare le proprie attività a migliaia di adolescenti e giovani (l’Agesci conta 180mila aderenti), magari in vista di un possibile futuro arruolamento. Più complesso invece il discorso per l’Agesci: da un lato potrà contare su un partner “di peso” e capillarmente diffuso sul territorio, dall’altro però si farà inevitabilmente copromotore delle attività delle Forze armate, che con il dna pacifista degli scout hanno poco a che fare, a meno che non si sia deciso di sposare l’ideologia dell’interventismo militare per la pace. E infatti, dalla base degli scout, in molti guardano con perplessità, se non con sospetto, l’iniziativa della presidenza. La speranza di tanti è che si riveli un’operazione di scarso rilievo, che passi inosservata e quindi produca meno danni possibili.

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