Dino Boffo, un grande “avvenire” in politica?

“Adista”
n. 17, 9 maggio 2015

Luca Kocci

L’ex direttore del quotidiano della Conferenza episcopale italiana Avvenire, Dino Boffo, è il candidato di punta della lista Area Popolare, che sostiene Flavio Tosi – espulso dalla Lega Nord da Matteo Salvini –, alle prossime elezioni regionali del Veneto, il 31 maggio.

«Torno con passo umile e molto entusiasmo sul territorio dove sono stato presidente di Azione Cattolica e direttore del settimanale diocesano», ha spiegato Boffo in un’intervista al Corriere della sera, annunciando la propria candidatura. Braccio comunicativo del card. Ruini, per un ventennio alla guida dei principali mezzi di comunicazione della Cei (Avvenire dal 1994 al 2009, Tv2000 dal 2010 al 2014), Boffo, nell’estate 2009, è stato al centro di quello scandalo politico-ecclesiastico-giornalistico ribattezzato non a caso “metodo Boffo”: per “punire” alcune timide e caute esternazioni di Boffo contro l’allora premier Berlusconi, il quotidiano di poprietà della famiglia Berlusconi, Il Giornale, allora diretto da Vittorio Feltri, pubblicò un certificato del casellario giudiziale da cui risultava una condanna di Boffo ad un’ammenda di 516 euro per presunte molestie telefoniche e un documento (presentato come una informativa, poi risultata del tutto falsa, della polizia) che avvalorava la presunta omosessualità dello stesso Boffo. Lo scorso 14 aprile il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato a due anni di carcere l’ex cancelliere Francesco Izzo, imputato per accesso abusivo al sistema informatico in quanto, secondo l’accusa, consultò nel marzo del 2009 il casellario per ottenere il certificato penale dell’ex direttore dell’Avvenire.

Definitivamente chiusa, quindi, quella vicenda («sono libero e riconciliato rispetto a quanto crudelmente mi è successo e desideroso di andare avanti», ha detto sempre al Corriere), ora Boffo sceglie definitivamente la politica, con quel centrodestra dove, nonostante tutto, ha sempre battuto e continua a battere il suo cuore. E senza mettere limiti alla provvidenza: «Mi butto in un impegno che non voglio circoscrivere alla tornata elettorale ma tengo aperto».

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