Famiglia Cristiana, quella smentita telefonata

“il manifesto”
14 agosto 2015

Luca Kocci

Cosa ha detto di così grave il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, da costringere la direzione di Famiglia Cristiana ad arrampicarsi sui vetri e a scrivere un comunicato che non smentisce una parola dell’intervista del numero due dei vescovi ma che tenta goffamente di smorzare i toni, facendo ricadere – assai poco “educatamente” – la responsabilità sul cronista? Ha criticato Renzi: «Il governo è del tutto assente sul tema immigrazione».

Ovvio che la “smentita” sia uscita dalla redazione del settimanale dei Paolini, ma sia stata ispirata da Palazzo Chigi, con l’intermediazione della Cei.

Ricostruendo la vicenda, tutto risulta chiaro.

Alle 13.30 dell’altro ieri sul sito internet di Famiglia Cristiana compare l’intervista a Galantino – rilanciata anche via twitter dallo stesso settimanale, segno dell’importanza che le si attribuiva – firmata da Alberto Bobbio, giornalista di grande esperienza, da 30 anni a Famiglia Cristiana. Il segretario della Cei, con il suo abituale linguaggio diretto e franco, ribadisce quello che aveva dichiarato due giorni prima a Radio Vaticana, quando, senza fare nomi – ma erano intuibili: Salvini e Grillo –, aveva parlato di «piazzisti da quattro soldi che pur di raccattare voti dicono cose straordinariamente insulse». «I piazzisti sono molti – puntualizza a Famiglia Cristiana –, piazzisti di fanfaronate da osteria, chiacchiere da bar che rilanciate dai media rischiano di provocare conflitti».

Fin qui nulla di nuovo. Poi però aggiunge il punto dolente sul governo «assente»: «Non basta salvare i migranti in mare per mettere a posto la coscienza nazionale. Potremmo imparare dalla Germania e copiare le sue leggi. Invece abbiamo sempre scritto leggi che in buona sostanza respingono gli immigrati e non prevedono integrazione positiva. Prima la Turco-Napolitano e adesso la Bossi-Fini. Le pratiche per la richiesta di asilo sono lunghissime, un calvario la richiesta di permesso di soggiorno. Parcheggiamo gli immigrati qui e là in Italia. Se invece ci fosse almeno uno straccio di permesso di soggiorno provvisorio potrebbero lavorare e la gente non li vedrebbe più bighellonare in giro e non direbbe che mangiano a spese degli italiani già in crisi. Ma nessuno spiega che è la legge che impone la non integrazione».

L’intervista gira sui social, i siti dei quotidiani la rilanciano, la agenzie riportano decine di reazioni, il semprepresente Salvini domanda – ma è una domanda retorica – su Facebook: «Chiedo a voi, amici cattolici: questo Galantino ha rotto le scatole?».

Governo e Partito democratico stranamente tacciono. Ma solo perché stanno per calare l’asso di briscola. Al Tg1 delle 20 compare la vicesegretaria Serracchiani che sintetizza l’irritazione di premier e partito: «A tutti quelli che dispensano soluzioni, a chi dà giudizi ingenerosi, a chi la fa facile, rispondiamo che questo governo sta affrontando con razionalità una soluzione difficile e lo sta facendo molto meglio che in altre parti».

Pochi minuti dopo l’intervista viene rimossa dal sito di Famiglia Cristiana (ma si può ancora leggerla integralmente in copia cache) e compare un comunicato della direzione del settimanale: «Precisiamo, dopo aver parlato con lo stesso mons. Galantino, che le dichiarazioni a lui attribuite sono state riportate in modo esagerato nei toni all’interno di un colloquio confidenziale con il nostro giornalista. Sua Eccellenza è stato strumentalizzato in quanto l’intervista doveva vertere solo sul progetto della Chiesa italiana per consentire a 1.400 ragazzi iracheni profughi di tornare sui banchi di scuola». La nota fa acqua da tutte le parti: l’intervista per essere pubblicata aveva ricevuto il placet del direttore ed è davvero poco credibile che, dopo le frasi di Galantino del giorno prima sui «piazzisti da quattro soldi», si parlasse solo del progetto per i ragazzi iracheni. Alle 20.42 l’atto finale: l’ufficio stampa della Cei inoltra il comunicato di Famiglia Cristiana a tutti i giornalisti.

La “catena di comando” è chiara: il premier si irrita, chiama la Cei perché suggerisca a Famiglia Cristiana di smentire (e al governo non mancano gli “argomenti” per farsi ascoltare dai vescovi), il settimanale obbedisce, smorza, ma ovviamente non può negare quello che Galantino ha realmente detto.

Chi tocca il governo non muore, ma finisce smentito, anzi «strumentalizzato».

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