“Adista”
n. 39, 14 novembre 2015
Luca Kocci
Morire prima ancora di aver compiuto venti anni. Potrebbe essere questo il destino dell’Editrice Monti, azienda editoriale nata nel 1996 all’interno della Congregazione dei figli dell’Immacolata concezione, che lo scorso 31 ottobre ha annunciato la sospensione delle pubblicazioni.
Non si tratta ancora di una chiusura definitiva: l’azienda resta in piedi, ma cesserà l’edizione di nuovi testi. Le motivazioni della decisione sono da ricercare nella crisi del mercato editoriale, e in particolare dell’editoria di carattere religioso. Ma anche nel difficile frangente che sta attraversando la Congregazione dei figli dell’Immacolata concezione, commissariata dal Vaticano dal febbraio 2013 – il commissario, nominato da papa Francesco, è il card. Giuseppe Versaldi, presidente della Prefettura degli affari economici della Santa Sede – in seguito al dissesto finanziario del polo sanitario Idi (gestito dalla Congregazione) per cui è finito sotto inchiesta anche p. Franco Decaminada, ex consigliere delegato dell’Idi. La speranza che filtra è che l’esito di questa “pausa di riflessione” non sia la cessazione totale di ogni attività, ma la ripresa delle pubblicazioni. Con la sospensioni delle attività, si spegne un’altra voce che impoverisce ulteriormente il panorama dell’editoria religiosa e che si somma alle recenti chiusure di riviste come Popoli (v. Adista Notizie nn. 36/14 e 1/15) e, dal prossimo 31 dicembre, dei periodici dei dehoniani Il Regno, Settimana e Musica e assemblea (v. Adista Notizie nn. 28 e 32/15).
Piccola ma significativa esperienza editoriale, la casa editrice in quasi venti anni di attività ha pubblicato oltre 400 titoli di vari argomenti (spiritualità, pastorale, ambiente, consumo critico, storia), annoverando “firme” come il card. Carlo Maria Martini, mons. Giancarlo Bregantini, p. Alex Zanotelli, p. Adriano Sella, Nedo Fiano e Luigi Sandri. E nel corso del tempo ha stretto importanti sinergie con attori importanti del Terzo settore, a cominciare dalla collaborazione con Banca Etica, da cui è nata la rivista Valori.
«Ora, mentre ci diamo un futuribile “arrivederci”, abbassiamo la serranda», spiegano in una nota fratel Ruggero Valentini, il religioso che avviò l’attività dell’Editrice Monti, e Sergio Slavazza, l’attuale direttore editoriale. «C’è amarezza in questa decisione che spegne una luce. L’esperienza che abbiamo vissuto non ci lascia tuttavia privi di speranza, perché essere piccoli, ed essere voce dei piccoli, provoca un’insaziabile voglia di rinascere».