“Il Regno”: una seconda vita per la rivista chiusa dai dehoniani

“Adista”
n. 3, 23 gennaio 2016

Luca Kocci

Comincia una “seconda vita” per Il Regno. La storica rivista, che i dehoniani hanno deciso di chiudere – insieme a Settimana (v. Adista Notizie nn. 28 e 32/15) – mandando in stampa l’ultimo numero datato dicembre 2015, ripartirà senza interruzioni con un nuovo editore nato “dal basso”: l’associazione Dignitatis humanae formata da «studiosi e intellettuali di formazione culturale e d’attività professionale diverse, legati tra loro da un comune impegno civile e democratico e dalla comune sensibilità religiosa, con particolare riferimento alla tradizione cattolica e all’ispirazione cristiana».

La notizia era già stata anticipata da Adista alla fine del mese di dicembre (v. Adista Notizie n. 1/16). Ora è ufficiale, come si legge nell’ultimo editoriale del direttore del Regno, Gianfranco Brunelli. «Si conclude un anno difficile nella vita della rivista Il Regno. A metà luglio la proprietà del Centro editoriale dehoniano (Ced), la Provincia italiana settentrionale dei Sacerdoti del sacro Cuore (dehoniani), aveva dato l’annuncio, motivato da ragioni finanziarie e di ristrutturazione aziendale, della chiusura della rivista alla fine del 2015. Alla vigilia del suo 60° anno di vita, la rivista storica del Ced veniva chiusa. Qualificai allora la decisione come “sofferta e grave” e mi augurai che questa storia potesse “in altro modo e in altra forma proseguire”». Da quell’annuncio, vista l’impossibilità di far recedere i dehoniani dal loro proposito, Brunelli si è messo al lavoro affinché «Il Regno non morisse». E il risultato è stato raggiunto. «Stiamo perfezionando un accordo con il Ced – scrive Brunelli – perché la testata Il Regno giunga a una costituenda associazione di donne e di uomini che la facciano vivere nel segno della continuità possibile», appunto la Dignitatis humanae, che darà vita al “nuovo” Regno.

Il Ced quindi cederà gratuitamente la testata all’associazione Dignitatis humanae che sarà il nuovo editore del Regno. Della distribuzione si occuperà Il Mulino. I dehoniani non avranno più alcuna partecipazione economica nell’impresa – che graverà interamente sull’associazione – ma conserveranno una presenza nel nascituro comitato dei garanti, anche per segnare una sorta di continuità, sebbene solo simbolica. Insomma la rivista continuerà a vivere

Una vicenda, quella del Regno, che indirettamente sottolinea anche il “miracolo” Adista, e dei nostri 49 anni di esistenza “senza padroni”. Una sopravvivenza che negli ultimi anni si è fatta sempre più difficile e che potrà ancora durare solo se i nostri lettori vorranno sostenerla, convinti della necessità di Adista in una panorama editoriale che assomiglia sempre più ad un deserto

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