L’editoria cattolica che non conosce crisi: 8 milioni di euro per la Lev, grazie al copyright sul papa

“Adista”
n. 3, 23 gennaio 2016

Luca Kocci

L’editoria cattolica è in crisi e perde pezzi: i gesuiti hanno chiuso Popoli (v. Adista Notizie n. 36/14), i dehoniani hanno ceduto Il Regno (che però comincerà una “seconda vita” indipendente, v. notizia successiva), chiuso Settimana (v. Adista Notizie n. 1/16) e anche le edizioni dehoniane non scoppiano di salute, le congregazioni missionarie hanno chiuso l’agenzia Misna (v. notizia…), il mensile dei saveriani Missione oggi è in difficoltà (v. Adista Notizie n. 44/15), i Figli dell’Immacolata concezione hanno sospeso l’attività dell’editrice Monti (v. Adista Notizie n. 39/15) e anche i Paolini (Jesus e San Paolo edizioni) non se la passano troppo bene.

 

Lev: incassi per 8 milioni di euro

Una casa editrice però è in gran forma, grazie soprattutto a papa Francesco: la Libreria Editrice Vaticana. «Nel 2015 la Lev ha venduto libri per un valore di oltre 8 milioni e mezzo di euro», spiega all’Ansa don Giuseppe Costa, direttore della Lev. «Queste entrate, sommate a quelle dei diritti d’autore (sulle parole del papa, n.d.r.), hanno permesso una gestione aziendale pienamente autonoma e ci hanno consentito di dare al Santo Padre nel 2014 un utile di 480mila euro. Ma speriamo di chiudere il 2015 con un utile ancora superiore».

Al di là dei libri editi e venduti direttamente dalla Lev, la proprietà esclusiva sulle parole e gli scritti del papa (e dei papi) frutta infatti alla casa editrice vaticana un notevole gruzzolo: oltre un milione e mezzo di euro l’anno, rivela don Costa, che racconta come nel 2015 «oltre cinquecento case editrici, università e agenzie ci hanno chiesto l’autorizzazione a pubblicare testi pontifici».

 

Copyright papale

Il copyright sulla parole del papa fu una “invenzione” del card. Angelo Sodano, segretario di Stato di Benedetto XVI, prima di andare in pensione ed essere sostituito dal card. Tarcisio Bertone (v. Adista Notizie n. 5/06). Era il 31 maggio quando venne pubblicato il decreto che affidava alla Lev l’esclusiva sul verbo papale. «Sono affidati alla Libreria Editrice Vaticana, quale Istituzione collegata alla Santa Sede – si legge nel testo firmato da Sodano –, l’esercizio e la tutela, in perpetuo e per tutto il mondo, di tutti i diritti morali d’autore e di tutti i diritti esclusivi di utilizzazione economica, nessuno escluso od eccettuato, sopra tutti gli atti e i documenti attraverso i quali il Sommo Pontefice esercita il proprio Magistero. Nell’assolvimento di tale incarico la Libreria Editrice Vaticana, in persona del direttore e legale rappresentante pro tempore, agisce nel nome e nell’interesse della Santa Sede, con il potere di compiere qualsiasi atto di disposizione dei diritti medesimi, di adire le vie legali e giudiziarie, di proporre qualsiasi azione volta alla piena protezione e alla realizzazione dei diritti stessi, di resistere a qualsiasi pretesa o domanda di terzi, in conformità alle norme dei trattati e delle convenzioni internazionali cui ha aderito anche la Santa Sede».

 

Le parole del papa: merce a pagamento

Parole del papa, quindi, come merci e pagamento. Come, pochi mesi dopo l’entrata in vigore del decreto, spiegò l’allora direttore della Lev, don Claudio Rossini, in una riunione riservata con gli editori di cui Adista svelò i contenuti. «Sono sottoposti a copyright tutti gli scritti, i discorsi e le allocuzioni del papa – era scritto negli appunti riservati di don Rossini –. Sia di quello felicemente regnante che dei predecessori, fino a 50 anni addietro. Così pure anche i documenti degli organismi della Santa sede (Congregazioni, Consigli.). Il copyright è normalmente gestito dalla Lev tranne pochi casi gestiti dall’Apsa (edizioni tipiche in latino, CIC, CCC e relativo compendio) e altri, ancora più rari, di dicasteri che gestiscono direttamente i diritti di qualche loro documento. Ordinariamente, quando un dicastero vuole far pubblicare documenti suoi presso altri (non studi predisposti da qualche superiore o officiale), compete alla Lev gestire i rapporti editoriali e concedere l’uso dei testi. Quanto al magistero “scritto” di papa Benedetto – il papa allora regnante, e quindi condotta estesa anche all’attuale pontefice, n.d.r. – (encicliche, esortazioni) terremo questa linea: la Lev cura immediatamente la stampa e la diffusione del testo tramite i suoi abituali distributori o altri che ritiene idonei ai suoi fini; l’editrice interessata presenta un progetto di edizione e invia il testo con commento, guida alla lettura o altro; il rapporto fra testo dell’enciclica e commento dovrebbe essere di 1 a 2 (1/3 del volume occupato dal documento e 2/3 dal commento teologico/filosofico). La Lev concederà l’approvazione e determinerà i tempi di uscita del commento+enciclica (e sarà uguale per tutti i progetti presentati dagli editori); orientativamente si tratterà di essere sul mercato un paio di mesi dopo l’uscita del documento; eventuali commenti/guide alla lettura/raccolte di saggi sull’enciclica, senza il testo, ovviamente non sottostanno a quanto sopra, ma solo alla richiesta di autorizzazione per le parti usate nel commento; riguardo alle Catechesi del mercoledì (es. quelle attuali sui salmi di Lodi e Vespri), Angelus che seguano linee tematiche ecc., la Lev di volta in volta si riserva la diffusione. Eventualmente può concedere ad altri sempre in via non esclusiva; l’accordo, dal punto di vista economico, oscillerà tra il 3 e il 5% del prezzo di copertina, con anticipo da concordare caso per caso in base alla tiratura (ad es.: encicliche 5%, altri documenti 4%, raccolte di discorsi 3%). Documenti e allocuzioni dei papi precedenti, come d’abitudine, sono disponibili per la pubblicazione sia singolarmente che in raccolte, previa richiesta alla Lev e conseguente accordo».

Qualcuno tentò di fare il “furbo”, fu chiamato in causa dalla Lev ed, in effetti, pagò: Piemme, per un libro di Andrea Tornielli (che in questi giorni, di nuovo con Piemme, ha pubblicato il primo libro-intervista a papa Francesco, Il nome di Dio è Misericordia), I miracoli di Papa Wojtyla, nel quale in appendice fu pubblicato il “testamento spirituale” di Giovanni Paolo II; e Baldini & Castoldi, per il Dizionario di papa Ratzinger (curato da Marco Tosatti), a cui venne chiesto dalla Lev il 15% del prezzo di copertina per ogni copia venduta (v. Adista Notizie n. 9/06).

«Quando fu pubblicato il documento del cardinal Sodano che imponeva il copyright sui testi e discorsi del Papa non tutti furono d’accordo si disse che il papa apparteneva a tutti e che non bisognava limitarlo con royalties e copyright», commenta oggi don Costa. «In realtà – aggiunge – l’aver affidato all’editrice vaticana il compito di gestire il copyright ha incrementato l’attenzione mondiale degli editori e questi hanno rappresentato un valore aggiunto alla stessa sua diffusione». E un valore aggiunto anche alle casse vaticane

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