Dopo gli ulivi, le cipolle. Continuano intimidazioni e furti ai danni delle cooperative anti-‘ndrangheta

“Adista”
n. 26, 16 luglio 2016

Luca Kocci

Mentre ancora si stavano facendo i conti dei danni dell’intimidazione subita da un’azienda agricola di Stilo (Rc) lo scorso 25-26 giugno (v. Adista Notizie n. 25/16), un’altra cooperativa agricola aderente a Goel Bio – il consorzio di cooperative sociali che aggrega aziende agricole calabresi che si oppongono alla ‘ndrangheta –, la coop Briatico Welfare, ha subito un nuovo attacco: nella notte tra il 30 giugno e l’1 luglio, ignoti hanno estirpato e portato via cipolle rosse di Tropea biologiche per un valore di circa ottomila euro, che verrà immediatamente rimborsato dal consorzio.

«Il furto – raccontano dal Goel, il consorzio di cooperative sociali calabresi, di cui Goel Bio fa parte – nato oltre dieci anni fa anche grazie all’impulso dell’ex vescovo di Locri mons. Giancarlo Bregantini – è avvenuto ad opera di ignoti che si sono introdotti nei campi coltivati la notte stessa in cui le cipolle erano state messe a dimora a terra, ad essiccare, e si sono dileguati nel buio. Mancavano due ore all’alba quando i rappresentanti della cooperativa si sono recati nel campo a tirare le cipolle e metterle in cassetta nel capannone, ma al loro posto hanno trovato i solchi lasciati dal mezzo con cui presumibilmente ne hanno portato via oltre cinquanta quintali».

Anche qualche altro produttore in zona è stato colpito da analoghi furti, quindi stavolta potrebbe anche non trattarsi di aggressioni ed intimidazioni di matrice ‘ndranghetista, come invece probabile per l’episodio di Stilo e per i numerosissimi attentati di cui sono state fatte oggetto negli anni le cooperative del consorzio Goel (v. Adista Notizie nn. 27 e 31/06, 33/07, 3/12, 32/14, 39/15. Ma la coincidenza di due atti in meno di una settimana – a Briatico il furto delle cipolle appena impiantate, a Stilo l’abbattimento di 13 alberi di ulivo – contro due aziende agricole aderenti allo stesso consorzio noto per il suo impegno antimafia e per la legalità, non consente di respingere questa ipotesi.

«Ogni volta che veniamo colpiti diventiamo più forti», spiega Vincenzo Linarello, presidente di Goel e direttore dell’Ufficio per la Pastorale del Lavoro della diocesi di Locri-Gerace». «Da una parte ci siamo noi che creiamo sviluppo e lavoro in Calabria, dall’altra parte c’è la ‘ndrangheta che distrugge, ruba e devasta. Il nostro consenso cresce, la gente è dalla nostra parte. Per questo piantiamo 26 alberi di ulivo (a Stilo, dove ne sono stati abbattuti 13, n.d.r.), per far vedere che da ogni aggressione ne usciamo rafforzati!». L’appuntamento con la “festa della Ripartenza” è in contrada Tavoleria, a Stilo, il prossimo 15 luglio.

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