«Misericordia e diritti». Celebrata in tutta Italia la XV Giornata del dialogo cristiano-islamico

“Adista”
n. 38, 5 novembre 2016

Luca Kocci

La Giornata del dialogo cristiano-islamico è arrivata alla sua quindicesima edizione. È stata celebrata ufficialmente in tutta Italia lo scorso 27 ottobre (25 muharram 1438, secondo il calendario islamico), con un evento centrale a Roma, a Palazzo Madama, promossa dal mensile Confronti (vi hanno partecipato, fra gli altri, il pastore Luca Anziani, vicemoderatore della Tavola Valdese, Claudio Cianfaglioni del movimento dei Focolari, il giornalista marocchina Karima Moual) e molte altre iniziative di base che si sono svolte in tutta Italia anche nei giorni immediatamente precedenti e successivi. Quest’anno, in un certo senso, per la prima volta vi ha preso parte anche la Conferenza episcopale italiana: il 22 settembre si è svolto infatti il primo incontro tra il Gruppo per l’Islam dell’ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei diretto da don Cristiano Bettega ed esponenti di realtà comunitarie musulmane in Italia. «Il dialogo, valorizzando esperienze già avviate in diverse realtà locali – si legge nel comunicato finale congiunto della Cei e di varie realtà islamiche in Italia, redatto in italiano e in arabo – ha consentito di intraprendere un percorso di reciproca conoscenza e di approfondire il valore della misericordia in questo momento storico segnato da conflittualità e sofferenze, con l’intento di individuare forme e linee di azione di un impegno condiviso per il bene comune della società italiana».

Partita quindici anni fa, all’indomani dell’attentato terroristico alle Twin Towers dell’11 settembre 2001, per volontà di pochi “pionieri” dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso di base (in particolare il periodico online Il Dialogo di Monteforte Irpino e il suo direttore Giovanni Sarubbi, v. Adista Notizie n. 81/01), la Giornata del dialogo cristiano-islamico è ormai diventata un’iniziativa di rilevanza nazionale, pur senza aver perso le sue caratteristiche peculiari di “ecumenismo dal basso”, grazie alla partecipazione di decine di comunità di base, parrocchie cattoliche, Chiese protestanti, moschee e comunità islamiche.

«Tutto è iniziato l’11 settembre del 2001, di cui nei giorni scorsi si è celebrato il quindicesimo anniversario», si legge nel documento per la Giornata di quest’anno, che è stata dedicata al tema “Misericordia, diritti: presupposti per un dialogo costruttivo”. «Quindici anni – prosegue il documento – da quei tragici attentati di New York e Washington che furono usati per dare inizio a quella che oggi oramai tutti riconoscono essere la terza guerra mondiale, sia pure a pezzi, come la chiama papa Francesco. Da allora il rumore della guerra è diventato una costante della vita delle nostre comunità e che ha già provocato alcuni milioni di morti, decine di milioni di profughi e immense distruzioni».

Ma oltre che per la guerra, i bombardamenti e gli attentati terroristici, «quei giorni furono usati anche per rilanciare il dialogo tra le religioni e l’impegno per la pace», spiegano dal comitato promotore della Giornata di quest’anno. «Mentre veniva dispiegata la più grande macchina da guerra che la storia abbia mai registrato, compresi potenti media che hanno soffiato sul fuoco dell’odio e hanno diffuso l’idea della “guerra di religione”, dal basso, uomini e donne di pace, teologi, giornalisti, studiosi, associazioni, lanciarono con un appello l’idea di una Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico che, da allora, è diventata un appuntamento fisso della nostra vita sociale, coinvolgendo singoli, comunità religiose, e istituzioni a tutti i livelli, dai Comuni alla Presidenza della Repubblica».

Ed eccoci così arrivati alla Giornata numero quindici, in un tempo in cui la guerra e la violenza non solo non sono terminate, ma probabilmente sono aumentate e si sono maggiormente diffuse. Ma anche il dialogo e collaborazione sono cresciuti. «Negli ultimi anni – si legge ancora nel documento – abbiamo registrato un moltiplicarsi di iniziative di dialogo come reazione agli attentati che nel 2015 e 2016 sono avvenuti in alcuni Paesi europei. Dal male può nascere il bene, come è accaduto a fine luglio dopo la brutale uccisione in Francia di padre Jacques Hamel. Dopo quell’omicidio, e grazie alle coraggiose prese di posizione di papa Francesco, appare sempre più evidente che la religione con la guerra in corso non c’entra nulla e che è sempre più necessario rafforzare il dialogo fra le religioni».

E così, con questo spirito, anche quest’anno si sono svolte iniziative di dialogo cristiano-islamico in tutta Italia. Al centro di tutte gli eventi, parole come «misericordia» e «diritti», unici «presupposti per un dialogo costruttivo».

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