Calabria: “cambiamento e riscatto”. Il manifesto del gruppo Goel

“Adista”
n. 43, 10 dicembre 2016

Luca Kocci

Un manifesto per il «cambiamento e il riscatto della Calabria». Lo ha elaborato e reso pubblico lo scorso 28 novembre il Goel, gruppo cooperativo nato oltre dieci anni fa – anche per impulso di mons. Giancarlo Bregantini quando era vescovo di Locri – che da tempo lavora e promuove l’imprenditoria sociale per contrastare il fenomeno mafioso e contribuire alla rinascita economico-sociale della Calabria.

Si tratta di una rete che conta 12 cooperative (di cui 10 sociali, per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, come per esempio disabili ed ex detenuti), 2 associazioni di volontariato, 1 fondazione e 28 aziende, che impiega oltre 200 dipendenti e che nel 2015 ha fatturato quasi 6milioni e 500mila euro, in settori diversi: agroalimentare biologico (Goel Bio), ristorazione, turismo responsabile (I viaggi di Goel), moda (Cangiari), servizi socio-assistenziali. È «l’etica efficace», così declinata dal Goel: «Un’etica che ha come criterio fondante i suoi destinatari più deboli, chi patisce i problemi e la sofferenza, si misura sulla sua capacità di rimuovere da costoro le cause e gli effetti di tale condizione. L’etica non può accontentarsi di essere solo giusta, ma deve essere anche efficace», ed è efficace «se risolve i problemi senza crearne altri, in tutti i campi, economia, società, politica, ambiente, imprenditoria».

L’obiettivo del Goel espresso nel Manifesto è il «cambiamento e il riscatto della Calabria», sulla base di una serie di criteri: l’«affermazione piena della libertà da poteri oppressivi e logiche clientelari», «la democrazia effettiva attraverso la pratica diffusa della partecipazione e della sussidiarietà», «l’equità sociale ed economica», «la pari opportunità delle persone» e delle «fasce sociali più deboli e marginali», «la pari dignità per tutti», «il bene comune delle comunità locali e dei territori», «la nonviolenza attiva come via maestra per la risoluzione dei conflitti», «la salvaguardia dell’ambiente», «la libertà di mercato e la sua effettiva accessibilità».

Un programma fortemente ostacolato dalle mafie, che infatti negli anni hanno più volte aggredito le imprese del Goel, con una serie di attentati ed intimidazioni: furti, incendi e danneggiamenti alle coltivazioni e ai beni strumentali, attentati incendiari, messaggi intimidatori di vario tipo (v. Adista Notizie nn. 27 e 31/06, 33/07, 3/12, 32/14, 39/15). Nonostante ciò Goel continuerà ad impegnarsi, si legge nel Manifesto, «per opporsi ad ogni movimento di potere che opera all’insegna di violenza, sopraffazione, elitarismo, clientelismo, controllo e manipolazione del consenso, segretezza, mutualismo escludente e legato alle appartenenze di potere, utilizzo privato di risorse pubbliche, controllo sociale attraverso la precarietà, condizionamento a fini speculativi e privati della libertà economica e di mercato». Ovvero opponendosi e contrastando ‘ndrangheta e massonerie deviate, che in Calabria – ma non solo in Calabria – esercitano un controllo e un dominio che ancora non è stato estirpato.

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