“Il lavoro che vogliamo”. Presentata la 48.ma Settimana Sociale dei cattolici in Italia

“Adista”
n. 43, 10 dicembre 2016

Luca Kocci

Sarà dedicata al lavoro la 48ma Settimana sociale dei cattolici in Italia, in programma il prossimo anno a Cagliari, dal 26 al 29 ottobre 2017. Lo ha annunciato a fine novembre la Conferenza episcopale italiana che ha scelto come titolo una frase tratta dalla Evangelii Gaudium, l’Esortazione apostolica di papa Francesco: «Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale».

Nate all’inizio del secolo scorso – la prima si svolse a Pistoia dal 23 al 28 settembre 1907, quando era ancora in vigore il non expedit di Pio IX e i cattolici organizzati si impegnavano solo sul fronte sociale – per iniziativa dell’Unione popolare cattolica italiana, guidata dall’economista Giuseppe Toniolo, le Settimane sociali hanno avuto una storia piuttosto irregolare, con  due lunghe interruzioni, fra il 1934 e il 1945 prima e fra il 1970 al 1991 poi, quando la Cei del card. Camillo Ruini decise di restituire continuità all’iniziativa. Da quel momento si sono svolte ogni 3-5 anni – l’ultima nel 2013 sul tema sinodale “Famiglia, speranza e futuro per la società italiana” –, caratterizzandosi come eventi più di vetrina che di sostanza: relatori “affidabili” scelti da un Comitato organizzatore “emanazione” diretta della Presidenza della Cei, interventi perlopiù “allineati”, assenza di dibattito.

Si vedrà ora se la prossima Settimana sociale – che comincia, fin dalla sua preparazione, in epoca “bergogliana” – si distanzierà dal cliché delle ultime edizioni e riacquisterà il peso che ebbe in passato, oppure ripeterà la tradizionale liturgia e si condannerà ad una sostanziale irrilevanza.

Il tema è sicuramente rilevante, come traspare anche dalla lettera-invito alla Settimana sociale del 2017 di mons. Filippo Santoro, vescovo di Taranto e presidente della Commissione per i problemi sociali e lavoro della Cei, ciellino, la cui carriera ecclesiastica comincia in Brasile come oppositore della Teologia della Liberazione e continua in Equador come “normalizzatore” del Vicariato apostolico di San Miguel de Sucumbíos guidato per decenni dal carmelitano scalzo spagnolo mons. Gonzalo López Marañón (v. Adista Notizie nn. 88/10 e 91/11), ma che da quando è tornato in Italia è molto presente e attivo sulle questioni sociali, con iniziative e prese di posizione di rilievo: dalla partecipazione ai presidi degli operai in lotta per la difesa del posto di lavoro (v. Adista Notzie n. 38/13), passando per il moderato riposizionamento della diocesi tarantina dalla parte dell’ambiente nella vicenda dell’Ilva (v. Adista Segni Nuovi n. 42/13), fino al sostegno al referendum di aprile contro le trivelle petrolifere in mare (v. Adista Notizie n. 14/16).

«Il paradigma del lavoro come “impiego” – scrive Santoro nella sua lettera – si sta esaurendo con una progressiva perdita dei diritti lavorativi e sociali, in un contesto di perdurante crisi economica che coinvolge fasce sempre più ampie della popolazione. È forte la necessità che quel modello di “lavoro degno” affermato dal Magistero sociale della Chiesa e dalla Costituzione italiana trovi un’effettiva attuazione nel rispetto e nella promozione della dignità della persona umana». E a partire da cinque prospettive del lavoro – «vocazione», «opportunità», «valore», «fondamento di comunità», «promozione di legalità» –, la Settimana sociale del 26-29 ottobre 2017 intende muoversi lungo quattro «registri comunicativi»: la «denuncia» delle situazioni «più gravi e inaccettabili», come «sfruttamento, lavoro nero, insicurezza, disuguaglianza, disoccupazione», con un’attenzione particolare rivolta ai migranti; il «racconto» del lavoro «nelle sue profonde trasformazioni, dando voce ai lavoratori e alle lavoratrici»; le «buone pratiche che, a livello aziendale, territoriale e istituzionale, stanno già offrendo nuove soluzioni ai problemi del lavoro e dell’occupazione»; infine «alcune proposte che, sul piano istituzionale, aiutino a sciogliere alcuni dei nodi che ci stanno più a cuore».

La prima tappa di “avvicinamento” alla Settimana sociale si è già svolta: il festival della Dottrina sociale della Chiesa, che si è concluso a Verona lo scorso 27 novembre. E poi altri appuntamenti: il convegno “Chiesa e lavoro. Quale futuro per i giovani nel Sud?” (in programma a Napoli l’8-9 febbraio 2017), il Seminario nazionale dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro della Cei (a Firenze dal 23 al 25 febbraio 2017) e il convegno nazionale di Retinopera sul “Senso del lavoro oggi. Famiglia, giovani, generazioni a confronto sul presente e sul futuro del lavoro” (Roma, 13 maggio 2017). Infine le giornate di Cagliari, ad ottobre 2017.

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