Don Milani diventa un “classico”: tutte le opere nei Meridiani Mondadori

“Adista”
n. 17, 6 maggio 2017

Luca Kocci

«Abbiamo iniziato questo lavoro circa cinque anni fa con un duplice intento: raccogliere in un un’opera sola tutti gli scritti di don Lorenzo Milani, restituire agli scritti una quanto più possibile aderenza agli originali, dove questi esistevano ed erano accessibili». Così Sergio Tanzarella, docente di Storia della Chiesa alla Gregoriana e alla Facoltà teologica dell’Italia meridionale di Napoli (retta dai gesuiti), illustra ad Adista contenuto e significato dell’opera – di cui è uno dei curatori – presentata lo scorso 23 aprile a “Tempo di libri”, la fiera dei libro di Milano, e appena pubblicata nella prestigiosa collana “Meridiani” Mondadori: Don Milani, Tutte le opere (2 volumi, pp. 2.976, € 140).

Dichiarata «di interesse nazionale» dal ministero per i Beni Culturali, l’opera è il frutto della collaborazione tra la Fondazione per le Scienze Religiose di Bologna (diretta da Alberto Melloni) e l’Istituto di Storia del Cristianesimo “Cataldo Naro” (diretto da Tanzarella), ente di ricerca della sezione San Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. L’opera omnia di don Milani è stata curata da Federico Ruozzi (ricercatore della fondazione bolognese), Valentina Oldano (università di Genova) e da Anna Carfora e Tanzarella, docenti di Storia della Chiesa alla Facoltà teologica di Napoli. Raccoglie tutti gli scritti di don Milani al momento disponibili (all’appello mancano sicuramente molte lettere private, di difficile reperibilità o non messe a diposizione da chi le possiede), criticamente presentati e annotati e – le lettere – riportate nella loro integrità testuale.

Il primo volume comprende le opere “pubbliche” di Milani, curate da Ruozzi: Esperienze Pastorali, l’unico volume interamente scritto e firmato da don Milani, ritirato dal commercio per ordine del sant’Uffizio perché ritenuto «inopportuno» e solo recentemente “riabilitato” dalla Congregazione per la dottrina della fede (v. Adista Notizie nn. 15 e 45/14); il cosiddetto Catechismo, le lezioni di catechismo «secondo uno schema storico» di don Milani, poi accantonate dalla stesso autore e pubblicate postume in un volumetto della Libreria editrice fiorentina curato da Michele Gesualdi, ex allievo di Barbiana; e altri scritti sparsi (articoli di giornale, conferenze, ecc.). Poi le opere più note: Lettera a una professoressa (in realtà firmata Scuola di Barbiana, perché frutto di un lavoro di scrittura collettiva con gli allievi della scuola della), curata da Oldano; Lettera ai cappellani militari e Lettera ai giudici, entrambe curate da Tanzarella.

Il secondo volume, interamente curato da Carfora e Tanzarella, è sicuramente quello più interessante e originale, perché contiene l’intero epistolario di don Milani – fra cui circa cento lettere inedite –, per la prima volta messo insieme. «L’epistolario raccoglie 1.100 lettere in un unico volume, superando la dispersione che è durata fino ad ora – spiega Tanzarella –. Alle lettere note si sono aggiunte circa cento lettere inedite, mentre numerosissime sono state quelle restaurate nella versione originale superando tagli arbitrari o rielaborazioni di testi. Da queste lettere emergono con chiarezza le calunnie, la persecuzione e l’isolamento subito da Milani nei vent’anni di vita sacerdotale, l’insensibilità mostrata verso di lui dalla Curia fiorentina, la sua sofferenza ma anche la straordinaria capacità di totale condivisione con i senza parola e i senza diritti che sentiva gli erano stati affidati impegnandosi a farne dei cittadini critici e pensanti. Ma emerge anche l’affettuoso e premuroso clima familiare nei confronti di ragazzi e ragazze che a San Donato di Calenzano e Barbiana trovarono in Milani un prete, un padre e un maestro». Aggiunge Carfora: «Le lettere di Milani attraversano quasi un ventennio, cruciale nella storia civile e religiosa dell’Italia, con la quale si intersecano in maniera propositiva, provocatoria e profetica. Nella presente edizione, oltre alle lettere restituite nella loro integralità, senza le omissioni dovute al rispetto della privacy di viventi, alle remore di coloro che, essendogli stati molto vicini temevano di non rispettare il profilo e il pensiero di Milani pubblicando indiscriminatamente, vi sono lettere consultabili solo presso gli archivi e anche recentemente ritrovate. Rendere accessibile ai lettori questo patrimonio è un contributo di chiarificazione, un antidoto all’uso pubblico della figura di Milani, il quale continua ad essere, da vivo come da morto, tirato per la talare lungo opposte direzioni e usato, quando non dolosamente mistificato e calunniato, sovente proprio attraverso un saccheggio di frasi pescate tra lettere, nella migliore delle ipotesi senza comprenderne il senso».

Annunci

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: