Francesco e Sergio, perfetta letizia

“il manifesto”
11 giugno 2017

Luca Kocci

Lavoro, migranti, collaborazione Stato-Chiesa. Sono stati i principali temi affrontati ieri nell’incontro fra Mattarella e papa Francesco, che si è recato al Quirinale per ricambiare la visita che il presidente della Repubblica gli aveva fatto in Vaticano nel 2015.

È la seconda volta di Francesco al Quirinale, dopo la prima nel 2013, quando sul Colle c’era Napolitano, e il sesto papa (da Pio XII in poi) a varcare la soglia di quella che fu la residenza di trenta pontefici fino al 1870, anno della presa di Roma.

La sintonia fra i due è totale, come emerso anche dalla consonanza sui temi, a cominciare dal lavoro. «Ribadisco l’appello a generare e accompagnare processi che diano luogo a nuove opportunità di lavoro dignitoso. Il disagio giovanile, le sacche di povertà, la difficoltà che i giovani incontrano nel formare una famiglia e nel mettere al mondo figli trovano un denominatore comune nell’insufficienza dell’offerta di lavoro, a volte talmente precario o poco retribuito da non consentire una seria progettualità», ha detto Francesco, richiamando quanto affermato all’Ilva di Genova: è necessario che «le risorse finanziarie siano poste al servizio di questo obiettivo», non «distolte e disperse in investimenti prevalentemente speculativi». Ha fatto eco Mattarella: «L’occupazione deve costituire il centro dell’esercizio delle responsabilità di istituzioni e forze sociali».

Poi i migranti. Il papa – e il presidente – ha ricordato l’accoglienza messa in atto dall’Italia, sollecitando un impegno comune: «È indispensabile e urgente che si sviluppi un’ampia e incisiva cooperazione internazionale».

Quindi la collaborazione Stato-Chiesa, «confermata» dal Concordato – hanno sottolineato entrambi –, nella separazione stabilita dalla Costituzione: una «laicità, non ostile e conflittuale, ma amichevole e collaborativa, seppure nella rigorosa distinzione delle competenze», ha detto Francesco (rimarca l’Osservatore romano di oggi: «Laicità amichevole e collaborativa»).

Da Mattarella un richiamo al «rispetto dell’ambiente», citando la Laudato si’ di Francesco e lanciando una stoccata a Trump: l’Accordo di Parigi sul clima «rappresenta un punto di partenza al quale non intendiamo abdicare». Da Francesco uno spot per la famiglia, prima di salutare duecento bambini giunti dalle zone terremotate del centro Italia e di tornare in Vaticano, dove sabato prossimo riceverà un altro leader europeo: Angela Merkel.

 

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