Don Renato Sacco confermato per un nuovo quadriennio alla guida di Pax Christi

“Adista”
n. 24, 1 luglio 2017

Luca Kocci

Il nuovo Consiglio nazionale di Pax Christi, riunitosi per la prima volta a Gravina di Puglia (Ba) il 17-18 giugno 2017, ha confermato don Renato Sacco coordinatore nazionale del movimento anche per il quadriennio 2017-2020. Per don Sacco, parroco a Verbania, è il secondo mandato alla guida della sezione italiana di Pax Christi. Eletti anche la vicepresidente nazionale, Giuliana Mastropasqua, e il tesoriere, Luciano Ghirardello. Il presidente nazionale resta mons. Giovanni Ricchiuti (vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti) fino al 2019, salvo ulteriori proroghe da parte della Conferenza episcopale italiana.

Quella di Gravina di Puglia è stata la prima riunione del Consiglio nazionale, eletto durante l’assemblea congressuale del movimento dello scorso 29 aprile-1 maggio (v. Adista Notizie n. 18/17). Un incontro che si è svolto in un momento denso di eventi ecclesiali e politico-sociali: la visita di papa Francesco a Bozzolo (Mn) Barbiana (Fi), sulle tombe di don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, lo scorso 20 giugno; il dibattito in Parlamento sulla legge sullo Ius soli; la discussione all’Onu sul bando totale delle armi nucleari; l’evoluzione della difesa italiana in un complesso militare-industriale in cui la produzione e la vendita di armi hanno un ruolo sempre più centrale e strategico. Eventi che, secondo il Consiglio nazionale di Pax Christi, sono attraversati da «un filo conduttore che, partendo da don Milani e don Mazzolari, ci sprona a prendere posizioni esplicite».

E infatti, si legge in una nota del “parlamentino” di Pax Christi al termine della riunione di Gravina di Puglia, «come don Milani è stato dalla parte degli ultimi, così esprimiamo oggi la necessità di  percorrere strade di  inclusione, integrazione  e  cittadinanza  attiva», a partire dal riconoscimento della legge sullo Ius soli. Inoltre, prosegue il comunicato del Consiglio nazionale, «il ripudio della guerra di don Primo Mazzolari, oggi ci esorta a chiedere al governo italiano di rispettare la legge 185/90 (la normativa che regola le esportazioni di armi made in Italy, n.d.r.), bloccando l’invio di armi italiane in Arabia Saudita», utilizzate per la “guerra sporca” in Yemen (v. Adista notizie nn. 40 e 43/15; 6, 7, 9, 31 e 36/16); e «di mettere al bando le armi nucleari, partecipando alla seconda sessione di negoziati in corso alle Nazioni Unite dal 15 giugno al 7 luglio» (v. Adista Notizie nn. 12 e 14/2017). Peraltro anche Pax Christi International, insieme ad altri rappresentanti della società civile internazionale, è presente in queste settimane alla discussione conclusiva a New York, «per cancellare dalla storia queste terribili ed inaccettabili armi».

Prossimo appuntamento promosso da Pax Christi il 17 settembre: una messa a Barbiana, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di don Milani (26 giugno 1967). Un’occasione, precisa il Consiglio nazionale, per «fare memoria di don Lorenzo Milani» e per «rinnovare il suo impegno per la pace e la nonviolenza, facendo tesoro dei suoi insegnamenti, della sua testimonianza di accoglienza verso i poveri e gli ultimi e di obiezione alla guerra».

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