A Vicofaro un sit-in a sostegno della parrocchia di don Biancalani e dei migranti

“Adista”
n. 1, 11 gennaio 2020

Luca Kocci

Sit-in a Vicofaro (Pt) l’11 gennaio, per difendere e sostenere l’esperienza di accoglienza di don Massimo Biancalani, che ospita, nei locali della parrocchia del piccolo centro alle porte di Pistoia e nella stessa chiesa, decine di giovani migranti africani.

«La diffusione di manifestazioni di razzismo e di intolleranza in tutto il Paese, e in particolare nella nostra città, e l’assuefazione al silenzio e all’indifferenza di fronte all’odio razziale e alla discriminazione del “diverso” per lingua, etnia, genere e religione, crea in tutti noi una viva preoccupazione», spiegano dall’Assemblea permanente antirazzista antifascista di Vicofaro, che ha convocato il sit-in regionale «contro l’odio e l’indifferenza» (l’11 gennaio alle 16, davanti alla parrocchia di Vicofaro, in via Santa Maria Maggiore 71; per adesioni: assembleaantirazzista.vicofaro@gmail.com).

«Ci sentiamo offesi, perciò, dai continui e violenti attacchi dei movimenti fascisti e razzisti, che si spingono fino a chiedere la rimozione da parroco di don Massimo Biancalani e l’allontanamento dei giovani africani accolti nelle strutture delle chiese di Vicofaro e di Ramini, con la collaborazione generosa di tanti volontari che in mezzo a enormi difficoltà fanno ogni sforzo per dare a queste persone un tetto, un pasto, un letto, insieme a una speranza di vita e di futuro».

L’attività di don Biancalani e delle volontarie e dei volontari della parrocchia di Vicofaro è sotto attacco da anni. Iniziò il leader della Lega, Matteo Salvini, con un post su Facebook, nell’estate del 2017, in cui commentava con toni beceri una foto in cui si vedevano alcuni dei ragazzi ospitati a Vicofaro seduti sul bordo di una piscina («Questo Massimo Biancalani, prete anti-leghista, anti-fascista e antiitaliano, fa il parroco a Pistoia. Non è un fake! Buon bagnetto»). E poi fu la volta dell’amministrazione comunale di Pistoia (guidata da Fratelli d’Italia) e dei fascisti di Forza Nuova e CasaPound (v. Adista Notizie nn. 30 e 41/17; 13, 16, 25, 30, 32 e 38/18; 6/19; Adista Documenti n. 22/19).

«Da più parti si tenta di porre fine a questa esperienza di umanità aperta e solidale e di avvelenare i giovani diffondendo, con l’odio e la paura, ideologie contrarie al rispetto della dignità umana, all’armonia e alla fraternità tra i popoli ed è gravissimo che questa volontà disumana si sviluppi con la connivenza dell’amministrazione comunale e nel silenzio di chi dovrebbe opporsi – si legge nel comunicato-appello dell’Assemblea permanente antirazzista antifascista che convoca il sit-in –. È importante difendere l’esperienza di Vicofaro perché rappresenta un esempio di resistenza rispetto alle politiche neoliberiste che hanno prodotto impoverimento delle popolazioni a livello globale, guerre, sfruttamento dell’uomo e della natura, privatizzazioni, attacco ai diritti sociali e del lavoro, aprendo ampi spazi a chi ha costruito il proprio consenso con politiche xenofobe e razziste che indicano i migranti come capro espiatorio della crisi capitalistica».

Esortiamo quindi tutti i cittadini, conclude quindi l’Assemblea, «a mandare un messaggio chiaro e inequivocabile perché la nostra città continui a scegliere i valori della solidarietà, dell’attenzione e del rispetto per l’altro per riaffermare il fondamentale valore dell’accoglienza e dell’incontro come aspetti costitutivi di un’umanità evoluta che “abbatte i muri” per “costruire ponti tra noi e gli altri”. Siamo dalla parte di tutti coloro che difendono l’universalità dei diritti sociali e civili. Siamo solidali con coloro che sono messi in fuga da guerre, oppressione, miseria e catastrofi naturali. Siamo per l’abolizione dei Decreti Sicurezza, che producono solo repressione, marginalità e precarietà. Siamo con don Massimo Biancalani e con i rifugiati e le rifugiate di Vicofaro e di Ramini, affinché questi Centri di accoglienza possano continuare a offrire un appoggio vitale e una speranza di futuro e a costituire un presidio concreto contro l’emarginazione e la disumanizzazione. Vicofaro non è un problema per Pistoia, è invece un importante servizio per tutta la città, un laboratorio vivo per la costruzione della società futura basata sull’incontro e sul dialogo tra diversi».


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