“Vicofaro esiste e resiste”. Intervista a Mauro Matteucci, collaboratore di don Biancalani

“Adista”
n. 3, 25 gennaio 2020

Luca Kocci

Mauro Matteucci collabora da anni con don Massimo Biancalani, il parroco di Vicofaro che accoglie i giovani migranti africani in chiesa, ed è uno degli animatori dell’Assemblea permanente antirazzista e antifascista di Vicofaro, che ha organizzato il sit-in di sostegno alle attività della parrocchia (v. qui). Adista lo ha intervistato.

Come è andata l’iniziativa dell’11 gennaio?

Molto bene. Hanno partecipato numerose persone, oltre 350, perlopiù provenienti da varie città della Toscana e con adesioni di tante associazioni e personalità, tra le quali p. Filippo Ivardi, direttore di Nigrizia, Marco Revelli, Giovanni Sarubbi, direttore del periodico on-line Il Dialogo, don Alessandro Santoro della Comunità delle Piagge. Ma va sottolineata la presenza di persone comuni, che hanno portato una montagna di alimenti, di vestiario, di coperte (assolutamente vitali, perché in alcuni locali dove sono accolti gli oltre duecento ragazzi africani fa veramente freddo!) e offerte in denaro. Nella piazza risuonavano le note di “Bella ciao” e regnava un clima di festa, di calore, di solidarietà, di orgoglio antifascista contro chi ha cercato di stravolgere la nostra storia, che trova la sua espressione più alta nei valori della Resistenza. Purtroppo era assente il mondo politico, associativo, sindacale pistoiese: forse era troppo impegnato a costruire slogan, a elaborare misere strategie elettorali, attento a non disturbare il “governo amico”, che peraltro finora si è ben guardato dall’abolire gli odiosi Decreti sicurezza. Forse schierarsi con Vicofaro non porta voti…

Come è la situazione in parrocchia dove, ricordiamo, sono accolti circa duecento giovani migranti?

Siamo in una situazione di perenne emergenza, perché sia a causa del freddo, sia per gli infami Decreti sicurezza ogni giorno arrivano migranti da ogni parte della Toscana e dell’Italia. La comunità è divisa tra chi è d’accordo con le scelte evangeliche di don Massimo e chi ha rotto da tempo con lui, perché la pratica cristiana è limitata – e non solo a Vicofaro – a un devozionismo autoreferenziale.

E il clima in città, dove l’amministrazione di destra non guarda con favore l’esperienza di Vicofaro?

Va detto una volta per tutte che è mistificante affermare che “Vicofaro rappresenta un problema per Pistoia”. Perché le stazioni delle città vicine, la notte, sono piene di senzatetto, soprattutto di migranti, quando a Pistoia non c’è nessuno? In realtà con la sua accoglienza, spinta ai limiti del possibile, Vicofaro rende un servizio all’intera città!

Recentemente c’è stata una nuova iniziativa di Forza Nuova contro don Massimo, che sta diventando una sorta di ossessione per i neofascisti…

Dopo aver attaccato continuamente don Massimo per anni, a partire dalla ormai “famosa” Messa del 27 agosto 2017 – quanta  do un manipolo invase la chiesa per “vigilare” sull’ortodossia del sacerdote –, le iniziative minatorie di Forza Nuova, dei neofascisti e dei razzisti sono state continue. Striscioni, manifestazioni, insulti sui social, fino alla raccolta di firme – con la “gentile” connivenza dell’Amministrazione di centrodestra – per chiederne la rimozione da parroco. Ma è stato un boomerang: le firme raccolte sono state pochissime e il vescovo di Pistoia, mons. Fausto Tardelli, dopo un lungo silenzio e una certa inerzia, ha preso una posizione corretta, difendendo il nostro parroco.

Vi ha mai sfiorato il dubbio di sbagliare qualcosa in questa accoglienza “senza limiti”?

Ripeto: siamo in una situazione di emergenza determinata da una serie di cause, non ultima la chiusura di gran parte del mondo cattolico e anche di quello laico all’accoglienza. Perché le altre parrocchie non accolgono? Dove sono finite la carità evangelica e la solidarietà internazionalista? Come don Massimo, crediamo che vadano trovate soluzioni in cui le persone dei ragazzi accolti possano avere la migliore situazione di accoglienza e valorizzare pienamente le loro capacità. Purtroppo, al di là di sterili e facili chiacchiere per “risolvere il problema-Vicofaro”, per ora non si è fatto niente o quasi! Per questo contro l’odio e l’indifferenza Vicofaro esiste e resiste.


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