Migranti untori? La bugia del sindaco per colpire l’accoglienza a Vicofaro

“Adista”
n. 14, 11 aprile 2020

Luca Kocci

«Svuotare Vicofaro» e porre fine all’esperienza di accoglienza dei migranti in parrocchia da parte di don Massimo Biancalani: è pericolosa per la diffusione del coronavirus in città.

Il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi (Fratelli d’Italia) approfitta dell’emergenza Covid-19 e invoca la cacciata dei migranti e la chiusura dei centri di accoglienza, e magari anche delle chiese, di Vicofaro e Ramini, a Pistoia, dove il parroco, don Biancalani, con l’aiuto di decine di volontari, ospita circa duecento giovani migranti africani.

«Sono molto preoccupato», ha sbraitato il sindaco durante una conferenza stampa sul “caso Pistoia”, dove ci sarebbe una diffusione del virus più alta rispetto alle altre province della Toscana. Per colpa, questa la tesi del primo cittadino, dei migranti di Vicofaro. «Ho espresso le mie preoccupazioni anche al vescovo – ha proseguito –, perché oggi la situazione non è più solo ed esclusivamente di ordine pubblico, ma è una questione di carattere sanitario». Quindi, finora, per il sindaco, a Vicofaro non c’era una questione sociale e umana, ma di «ordine pubblico». «È a rischio la salute, prima di tutto degli abitanti del quartiere di Vicofaro e di tutta la città di Pistoia, perché queste persone si spostano, mettendo a rischio la loro salute e quella di tutti». Quindi, la conclusione: «Si faccia il possibile per svuotare Vicofaro». Dunque quanti casi di positività al Covid- 19 ci sono fra i duecento migranti ospitati dalla parrocchia di Vicofaro, così da renderla un focolaio pericolosissimo per tutta la città? Nemmeno uno. Come confermano i volontari: «Nessuno dei migranti accolti da don Massimo ha contratto il virus». Evidente, quindi, la strumentalità della richiesta del sindaco Tomasi che, in linea con la politica contro i migranti del proprio partito e con il sovranismo all’amatriciana della leader Giorgia Meloni, contro la parrocchia di Vicofaro ha ingaggiato una guerra che dura da anni (in buona compagnia del resto: Matteo Salvini, Forza Nuova e CasaPound, v. Adista Notizie nn. 30 e 41/17; 13, 16, 25, 30, 32 e 38/18; 6/19; Adista Documenti n. 22/19). E che ora vorrebbe portare a termine, usando l’occasione del coronavirus.

Parlano di «sciacallaggio politico» da parte del sindaco i militanti dell’Assemblea antirazzista e antifascista di Vicofaro (da sempre vicini all’esperienza della parrocchia, v. Adista Notizie nn. 1 e 3/20) e le volontarie e i volontari del centro di accoglienza. «Nel modo più ipocrita si collegano, in un ambiguo rapporto causa/effetto i ragazzi africani del Centro di accoglienza di Vicofaro, al diffondersi, sopra la media regionale, del virus a Pistoia, quando si sa che finora nessuno degli emigranti accolti da don Massimo ha contratto il virus», spiegano. «Ma l’importanza è cercare il consenso di una popolazione terrorizzata! Si strizza l’occhio al vescovo, che pochi giorni fa si era detto disponibile all’alleggerimento di Vicofaro. L’espressione poi, svuotare Vicofaro, riferita non a escrementi, ma a persone in carne e ossa, richiama quella nazista con cui si svuotavano i ghetti malsani, per deportare gli ebrei nei lager».

L’amministrazione comunale pistoiese, denunciano i volontari antirazzisti, ha fatto poco o nulla per i soggetti più deboli, i senzacasa, i migranti. Vicofaro invece «non ha rappresentato, come troppe volte si è detto da parte di tanti, un problema per la città, ma ha svolto un servizio prezioso a tutta la cittadinanza », soprattutto in un tempo in cui le difficoltà per egli emarginati e i migranti sono aumentate. «Per loro, Vicofaro e Ramini hanno rappresentato luoghi non solo dove trovare un letto e un pasto, ma anche dove incontrare calore di rapporti umani, dove intessere relazioni solidali contro la disumanizzazione dilagante. Ogni decisione riguardo ai migranti accolti a Vicofaro, deve essere presa nel pieno rispetto dei diritti e delle volontà delle persone e in completo accordo con don Massimo Biancalani, che ha fatto una scelta generosa di accoglienza, di cui la città, anche in questo momento deve essergli grata. Noi chiediamo che – conclude il comunicato congiunto dell’Assemblea antirazzista e antifascista di Vicofaro e le volontarie e i volontari del centro di accoglienza –, una volta per tutte proprio in questa emergenza, le istituzioni politiche e religiose si assumano finalmente la responsabilità di un vero progetto di accoglienza e di integrazione, che sia controllato e verificato con trasparenza nella sua attuazione».


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