Riflessione sull’odio nel libro del cardinal Zuppi

“il manifesto”
19 aprile 2020

Luca Kocci

«C’è più odio intorno a noi perché sono più diffuse paure e ignoranza, due ingredienti che, miscelati insieme, ci tolgono pace e spingono a sospettare, criticare, attaccare. Per questo la nostra porta di casa è più chiusa, i nostri giudizi più taglienti».

Lo scrive il cardinal Zuppi nel libro intervista, con Lorenzo Fazzini, Odierai il prossimo tuo. Perché abbiamo dimenticato la fraternità. Riflessioni sulle paure del tempo presente, appena pubblicato da Piemme. Un’ampia riflessione sulla questione dell’odio sociale che disumanizza.

L’odio si nutre di cattiva politica e cattiva informazione. All’inizio, prosegue, «il nostro rivale ci viene presentato in modo tale da farci sentire fragili. Ci viene indicato un nemico per allertare e confermare le nostre paure. Poi, una volta messi sull’avviso, ci vengono presentate alcune scorciatoie come soluzioni possibili, in alcuni casi doverose, per non essere annientati». L’operazione compiuta contro i migranti è esemplare da questo punto di vista.

La via di uscita? Un sano «relativismo», ovvero «l’abbandono della assolutizzazione di sé per rendersi disponibili alla relazione». E alla «fraternità», valore evangelico ma soprattutto umano.


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